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3 MARZO 2023

Venerdì 3 Marzo 2023 si è svolto lo sciopero globale per il clima.


Fridays for future è un movimento internazionale di protesta per la giustizia climatica che si prodiga per rivendicare una società più ecosostenibile attraverso scioperi e manifestazioni.
Il movimento nasce nell’ Agosto 2018 quando la quindicenne Greta Thunberg e altri giovani attivisti saltarono per tre settimane scuola per sedersi difronte al parlamento svedese protestando contro la crisi climatica.


Nella mattina del 3 Marzo, oltre 4 anni dopo le prime manifestazioni FFF, in oltre 60 città italiane sono partiti dei cortei per combattere contro il cambiamento climatico.


Dai tempi in cui Greta si rifiutava di entrare in classe dopo aver visto un documentario sull’orrore che stiamo causando al nostro pianeta poco è cambiato e ancora milioni di persone si mobilitano chiedendo le stesse cose di allora, lottando per avere almeno la speranza di un futuro, per poter ancora giocare con la neve, andare al nuotare al mare, vivere senza l’ansia e i disagi dati dai disastri ambientali.


A Treviso un centinaio di studenti e persone di tutte le età sono partiti alle nove da via Roma, difronte alla stazione dei treni, con un corteo che ha marciato per le vie del centro fino a mezzogiorno quando si è fermato in Piazza Borsa.


Fridays for future Treviso, Coordinamento studenti medi, global project, Extinctio rebellion e altri attivisti si sono ripresi simbolicamente le strade gridando a gran voce di avere la “Città che vogliono”, una città verde e sostenibile, con parchi e mobilità pubblica funzionante.


I temi principali degli interventi sono stati appunto questi, si è parlato di trasporti, siccità, consumo di suolo, educazione ambientale, fast fashion e giustizia sociale e climatica.
Il primo atto compiuto è stato verso la mobilità pubblica; i manifestanti infatti richiedevano dei servizi funzionali, che arrivassero in orario, che fossero più presenti per limitare così l’uso dell’automobile, che non si fermassero alle nove imponendo così un coprifuoco a chi subordinato ad essi, che garantiscano sicurezza e che abbiano prezzi accessibili che spingano le persone ad usufruire dei mezzi pubblici.


Alla fermata dell’autobus sono stati appesi post-it colorati dove le persone potessero scrivere ciò che richiedevano al servizio di trasporto (MOM) e molte sono state le richieste di incrementare il servizio, abbassare i prezzi e allungare l’orario.


Un altro tema urgente e sentito che si è discusso è sato il consumo d’acqua e la siccità, mentre venivano detti i dati del consumo e dello sfruttamento idrico i ragazzi di Fridays for future hanno misurato il livello dell’acqua del fiume Sile segnandolo su un palo come riferimento; sul ponte sono state appese le foto degli effetti che la crisi climatica sta avendo sui corsi d’acqua del veneto palesando i problemi che la mancanza di precipitazioni e il caldo anormale stanno causando al territorio. La siccità dell’ultimo periodo concretizza ciò che il cambiamento climatico sta portando, la crisi dell’ambiente non è più solo una questione di cifre, dati e previsioni future.
Il corteo ha quindi continuato la sua marcia gridando contro lo sfruttamento, i combustibili fossili, il poco impegno dimostrato verso il pianeta. Non sono stati trascurati i temi dei morti in mare e dell’inclusione sociale. Fortemente è stata richiesta un’istruzione che preparasse i giovani al futuro, il modello scolastico che i manifestanti volevano era inclusivo, che sviluppi l’intelletto degli individui come persone, che insegnasse l’amore verso sé stessi e la consapevolezza del proprio corpo, che includesse i temi di educazione sessuale e soprattutto educazione ambientale. È dalle scuole che si comincia a formare la mentalità delle persone, sono gli studenti che prenderanno in mano il futuro.

Particolarmente sentita è la tematica del consumo di suolo, il Veneto è infatti la seconda regione, dopo la Lombardia, con maggiore suolo consumato (11,90% dall’ultimo rapporto del Ispra) Treviso in particolare è una delle province che più spreca territorio costruendo case che rimangono vuote, supermercati che ormai soffocano il comune per la loro inutile quantità e immobili edificati senza un criterio. Secondo il rapporto Ispra Treviso consuma il 16,17% del suolo che vale a dire una superficie di circa 41.385 ettari


La Riqualificazione che stanno mettendo in atto è la ricostruzione di appartamenti di lusso e i manifestanti denunciano questo spreco di spazio


«non ci servono gli appartamenti di lusso» gridano gli attivisti «non vogliamo vivere in una città di cemento, in una città di supermercati, di grandi opere come aeroporti, non vogliamo più dei buchi neri utilizzati solo per delle case di lusso, solo per pochi e ricchi. Vogliamo che vengano convertiti in scuole e spazi sociali, in servizi per le persone»


Treviso è un delle città più inquinate del Triveneto. Sono arrivati picchi fino a 200 ettogrammi per metro cubo di pm10.

Per questi e per altri motivi le persone sono scese in strada a manifestare e continueranno a farlo, a far sentire la loro voce, a richiedere la loro città ideale.

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